
Introduzione
La Direttiva sulla Protezione Temporanea (RTB) per gli sfollati ucraini nell'UE è stata recentemente prorogata, ora fino al 4 marzo 2027. Questa proroga riflette la realtà riconosciuta che un ritorno su larga scala non è attualmente tra le possibilità. Ma dietro questa proroga formale si cela un complesso mandato giuridico e sociale: come garantire nei Paesi Bassi e in Europa una protezione adeguata e duratura per gli sfollati ucraini in una situazione di incertezza e guerra prolungata?
Il recente rapporto Clingendael Guerra interminabile, incertezza persistente (giugno 2025) offre un’analisi dettagliata dei fattori che influenzano le possibilità di ritorno. Questo articolo espone i punti chiave di tale rapporto, riflette sulle implicazioni per la pratica olandese ed esplora le questioni giuridiche relative al passaggio a status alternativi.
- La proroga della Direttiva sulla Protezione Temporanea
L'UE ha nuovamente prorogato di un anno l'applicazione della RTB per gli sfollati ucraini. In tal modo il legislatore europeo riconosce implicitamente che un ritorno sostenibile in Ucraina non è realistico per la maggior parte degli sfollati finché la guerra continua. La proroga è accompagnata da discussioni a livello UE su una strategia più ampia a lungo termine, nella quale svolgono un ruolo status di soggiorno alternativi e ritorni graduali.
Nei Paesi Bassi, questa proroga conferma l'obbligo continuativo di accoglienza, alloggio e integrazione. Tuttavia, la proroga solleva anche questioni giuridiche in merito al passaggio dalla protezione temporanea a forme di soggiorno più permanenti. La Commissione Europea esorta gli Stati membri ad aprire percorsi verso status alternativi, al fine di evitare che i sistemi di asilo nazionali vengano ulteriormente messi sotto pressione.
- Fattori che ostacolano il ritorno
Il rapporto Clingendael delinea quattro fattori principali che influenzano le possibilità e le intenzioni di ritorno:
- Durata del conflitto: La guerra sembra essersi stabilizzata in una situazione di stallo o in un conflitto prolungato a bassa intensità. Non si sono registrate svolte diplomatiche e i nuovi negoziati non hanno prodotto risultati significativi. Finché il conflitto perdura, il ritorno rimane insicuro o poco attraente per molti.
- Intensità dei combattimenti: Negli ultimi mesi il conflitto si è nuovamente intensificato con pesanti bombardamenti e attacchi di droni. Ciò aumenta il rischio per i civili, distrugge le infrastrutture e riduce le prospettive umanitarie in gran parte dell’Ucraina.
- Territori occupati o liberati: La linea del fronte è relativamente stabile, ma la Russia sta guadagnando terreno costantemente nell'est e nel nord. I territori liberati sono spesso gravemente danneggiati. La possibilità di tornare in sicurezza nelle aree occupate o recentemente liberate rimane incerta.
- Situazione economica e ricostruzione: L'Ucraina è alle prese con un calo della crescita, un'inflazione elevata e una ricostruzione fragile. Sebbene la disoccupazione stia diminuendo e il sostegno estero copra il deficit di bilancio, la ripresa economica rimane fragile e vulnerabile a un'escalation militare.
Questi fattori sottolineano che un ritorno su larga scala non è fattibile nel prossimo futuro, nemmeno in caso di cessate il fuoco. Inoltre, esiste il rischio concreto che i gruppi vulnerabili finiscano in povertà o in pericolo al momento del rientro.
- Migrazione successiva e status alternativi
Il rapporto sottolinea che molti sfollati ucraini, dopo un soggiorno pluriennale nei Paesi Bassi e in altri Stati membri dell'UE, ambiscono a uno status più permanente. Vi sono segnali di una crescente domanda di status alternativi, come permessi di soggiorno ordinari basati sul lavoro o sul ricongiungimento familiare, oppure richieste di asilo per persone con un profilo di rischio individuale.
La Commissione europea incoraggia gli Stati membri a facilitare il passaggio a status alternativi, anche per alleviare la pressione sul sistema di asilo. Allo stesso tempo, il rapporto Clingendael segnala il rischio che i gruppi vulnerabili, che non riescono a raggiungere l’indipendenza economica, restino tra due fuochi.
Nel contesto olandese, ciò significa che i comuni, l’IND e altri enti coinvolti devono essere preparati a un possibile passaggio dalla protezione temporanea collettiva alle procedure individuali. L’assistenza legale, l’informazione e le soluzioni su misura diventano quindi cruciali.
- L'obbligo giuridico di tutela
La proroga della RTB conferma l’obbligo dei Paesi Bassi di garantire un livello di protezione adeguato. Tuttavia, alla luce di un soggiorno prolungato, sorge la domanda su come ciò venga integrato nelle politiche e nella legislazione.
Le attuali strutture di accoglienza, alloggio e partecipazione sono state inizialmente concepite per l'assistenza emergenziale temporanea. Tuttavia, la pratica mostra che molti sfollati ucraini lavorano, si integrano e mandano i propri figli a scuola. Il rapporto Clingendael evidenzia che ciò comporta conseguenze non soltanto pratiche, ma anche giuridiche: l'accoglienza protratta crea aspettative e posizioni giuridiche.
Inoltre, la protezione prevista dal diritto dell'UE richiede una certa continuità e sostenibilità. L'articolo 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE e la CEDU tutelano il diritto di asilo e il principio di non-refoulement. Un ritorno forzato in un'Ucraina instabile, insicura o socialmente inabitabile sarebbe in contrasto con tali obblighi.
- Conclusione e raccomandazioni
La proroga della Direttiva sulla protezione temporanea fino al 2027 offre tempo e spazio ai Paesi Bassi e agli altri Stati membri per sviluppare una strategia di transizione ponderata. I punti di attenzione principali sono:
- Sviluppare un percorso trasparente e accessibile verso status alternativi.
- Evitare che i gruppi vulnerabili rimangano esclusi durante il passaggio dalla protezione temporanea alle procedure ordinarie.
- Garantire un livello di protezione adeguato che soddisfi gli obblighi europei e internazionali.
- Investire nell'integrazione, nell'apprendimento della lingua e nell'accesso al mercato del lavoro per facilitare un insediamento sostenibile.
I Paesi Bassi si trovano di fronte alla sfida di non considerare la protezione temporanea solo come un'estensione del regime di emergenza, ma come un mandato per una protezione duratura in un contesto di incertezza persistente.
Letteratura e riferimenti
- Clingendael (2025). Voortdurende oorlog, blijvende onzekerheid – Tijdelijke bescherming weer verlengd. Beschermingsopdracht Oekraïense ontheemden. Juni 2025.
- Direttiva 2001/55/CE sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea.
- Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, art. 18.
- Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, art. 3.